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Popolo estremamente attaccato alle tradizioni e conservatore, quello
della Calabria, che non vuole perdere nella modernità dei nuovi agi le
proprie radici culturali. Le tradizioni popolari e il folklore
rappresentano per la Calabria un’incommensurabile ricchezza. Sono
fastosi i costumi femminili nei centri di lingua albanese; austeri ed
essenziali, ma anche unici, quelli dei paesi montani. Fortissima è
inoltre in Calabria la tradizione religiosa: nel periodo pasquale e in
quello natalizio, da secoli, si tramandano riti, manifestazioni e
rappresentazioni di grande partecipazione popolare. Struggenti le
manifestazioni folcloristiche nei paesi di origine albanese. Qui le
rappresentazioni hanno come motivo conduttore il rimpianto per la patria
perduta e la magnificazione di Scanderbeg, eroe nazionale degli
arbereshe. Festività e celebrazioni, in Calabria, sono appuntamenti di
popolo che si tramandano da generazione in generazione. Esse
rappresentano l’humus culturale religioso e profano nel quale si sono
radicati, stratificandosi ed evolvendosi, riti e manifestazioni di
origine ellenica, bizantina, francese e spagnola. Numerosissime le sagre
dei prodotti tipici, tra i quali ad esempio quelle dei funghi e delle
castagne, per magnificare eventi come la mietitura, la vendemmia, che
portano dentro di loro lo scandire naturale del tempo attraverso le
stagioni dell’agricoltura. Si tratta comunque, sempre, di manifestazioni
corali i cui protagonisti sono i sentimenti, le tradizioni e le radici
culturali di tutto il popolo calabrese. Impossibile stilare un preciso
calendario dei piccoli grandi eventi locali in Calabria : basti pensare
che ciascuno dei comuni della Calabria, e a volte anche piccole frazioni
di municipalità, ogni anno, celebra il giorno del patrono con grandi
feste popolari che per molti emigrati rappresentano l’occasione per un
breve soggiorno nel paese natio, per dimostrare alla propria terra di
origine che non la si è dimenticata
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